Il Libraio di Notte, l’arte di (r)esistere nel tempo: intervista a Paolo Fiorucci

Paolo Fiorucci - Il Libraio di Notte

Il Libraio di Notte, l’arte di (r)esistere nel tempo: intervista a Paolo Fiorucci

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Un borgo nel cuore dell’Abruzzo dove il tempo sembra essersi fermato e antiche forme di resistenza trovano spazio attraverso chi ha il coraggio di ritagliare nuovi angoli di mondo in un cui possano esistere. Perché è questo Il Libraio di Notte: non solo un luogo, non semplicemente una libreria indipendente, ma un Altrove immaginato e costruito per chi ha ancora i sensi allenati alla lentezza e al profumo di bottega.

Ho incontrato Paolo Fiorucci, libraio di questo altrove e autore di 21 poesie invece di chiederti come stai, per una chiacchierata sul suo lavoro in questi tempi di distanziamento sociale e incertezze. Abbiamo parlato dei suoi libri preferiti, del suo mestiere, del senso di un’arte resistente oggi, dell’importanza della lettura. Qui in basso l’intervista. Vi ricordiamo che Il Libraio di Notte sarà ospite questa sera alle ore 21.15 sulla nostra pagina Facebook Aware Bellezza Resistente per il Festival delle cose belle – Edizione #StaiACasa, insieme al cantastorie Elianto e allo scrittore Peppe Millanta.

Paolo, come vive la quarantena un libraio che ha fatto del contatto con la propria clientela (e pubblico) la ragion d’essere del proprio mestiere? Tempo di attesa o giorni per scoprire nuovi lati di un rapporto mai spento?

Nei primi tempi ho ripreso un po’ di tempo e spazio per me stesso. Poi, passato il primo smarrimento dovuto a una situazione nuova, ho ricominciato a fare il libraio, non limitandomi a prendere ordini da spedire, ma continuando in una forma nuova – mediante videochiamate e chat – quel contatto con il cliente che ha caratterizzato la mia attività e di cui parli.

Hai studiato lettere, poi hai vissuto una manciata di mestieri diversi fino a fare il libraio. Ecco, dico “libraio” e non penso al sogno patinato e standard di un bambino qualsiasi, di solito catturato tra figurine Panini e poster di rock’n’roll. Cosa di questo mestiere ha catturato la tua fantasia e la tua sensibilità?

Devo ammettere che non era il mio sogno di bambino, ma una prospettiva che si è delineata negli anni attraversati da quella manciata di mestieri e dalle piccole tragedie a essi connesse. Come molti bambini ho avuto anch’io i miei sogni patinati: ero quasi certo che un giorno avrei vinto i Mondiali con la Nazionale. Ma non è andata così.

Entrare in negozio, chiacchierare con te, sfogliare le pagine. Rispetto ad un rapido e-commerce, il valore in più per il cliente è tutto nell’esperienza o c’è qualcosa in più? Cosa?

Se la tua esigenza comincia e finisce con l’acquisto del libro non c’è alcuna differenza, anzi, a quel punto consiglierei l’e-commerce. Se invece credi nel valore di una vetrina illuminata, nel recupero di un vivere più lento, nelle parole e nell’odore che si respirano in bottega, oltre che nei consigli di chi passa la maggior parte del suo tempo fra i libri, allora Il Libraio di Notte è il posto giusto per te.

Come scegli i libri da esporre? Quanto dei tuoi gusti troviamo tra gli scaffali e quanto delle richieste di chi li vive?

Io credo che una libreria indipendente rifletta al 90 % il gusto del libraio che l’ha inventata. Forse risiede proprio lì il loro fascino, e il segreto che fa sì che siano ancora aperte, contro ogni logica di mercato.

C’è chi dice che social e Netflix stiano lentamente spegnendo le capacità, in particolare dei più giovani, di lasciarsi rapire dalla lettura. È davvero così? Come si riconquista l’attenzione dei più piccoli facilmente attirati dallo scintillio di uno schermo?

Posso dirti per esperienza che dopo due ore di laboratorio di lettura i bambini sono capaci di chiederti ancora storie. Spesso siamo noi adulti ad approfittare dello scintillio degli schermi, perché per far brillare le pagine di un libro c’è bisogno del nostro aiuto, di uno sforzo in più da parte nostra, ma spesso facciamo finta di non saperlo perché è più comodo.

Sul nostro giornale la sezione dedicata all’arte si intitola “Arte resistente”. La tua scelta di aprire una libreria in un borgo storico d’Abruzzo sembra il ritratto moderno della resistenza, resistenza al tempo prima di tutto. Quanto ti senti resistente in quello che fai? Si può parlare di resistenze nell’arte ancora oggi o è evaporato il senso storico?

Ho aperto una piccola libreria indipendente senza un vero e proprio manifesto programmatico. Per una volta nella vita ho deciso di fare quello che volevo davvero, non c’era un’idea di resistenza alla base della libreria, almeno a livello conscio. Poi sì, guardandola adesso è resistenza pura, ma io mi sarei limitato a un’esistenza. il problema è che viviamo in un’epoca in cui certe cose per esistere devono resistere. Si può parlare ancora di resistenze nell’arte, anche se oggi il nemico si nasconde meglio, e spesso è dentro di noi.

Nel 2019 hai scritto la tua prima raccolta di componimenti in versi, dal titolo romantico 21 poesie invece di chiederti come stai e dalla dedica molto nostrana «mo si ti guarde ‘n faccia / me pare de sugnà». Sono poesie che lasciano trapelare una dolcezza leggera, soffice, quotidiana. Quanto della tua storia recente da “partigiano di un tempo andato” c’è al loro interno? Quanto della vita prima?

Sono tutte poesie scritte nel 2018-2019, quindi a livello temporale coincidono con i tempi della libreria. Sì, posso dirti che sono a tutti gli effetti le poesie del Libraio di Notte!

Tra le poesie si avverte un sentore sabiano, confuso nella linearità dei versi e le immagini famigliari. Quali poeti hanno formato la tua penna e quali versi il tuo modo di scegliere le parole?

Mi fa piacere sentirti nominare Saba, che oltre che poeta era anche libraio, quindi lo sento vicino per molti motivi. Fra i poeti che hanno formato la mia penna c’è sicuramente lui assieme a Giorgio Caproni, Raymond Carver, Izet Sarajlic, Michele Mari, Modesto Della Porta e Clemente Di Leo.

Siamo nella fase 2 di una situazione senza precedenti. Le speranze di un domani diverso si intrecciano allo scoramento per un presente che non sembra finire. Che letture consigli a chi ci e ti segue per affrontare questo momento cullando il sogno di un post-quarantena vicino e diverso? Tu cosa stai leggendo in questo periodo?

Non so consigliare un libro a tutti, dovrei conoscere il mio interlocutore per indicargli un libro che ritengo a lui adatto… Posso però dirti cosa c’è sul mio comodino: Orientarsi con le stelle di Raymond Carver, Suttre di Cormac McCarthy, Gin & Genio di Dan Fante e qualche vecchio numero di Dylan Dog con soggetto e sceneggiatura di Tiziano Sclavi.

Mercoledì sera parteciperai al nostro festival online in diretta sulla pagina Facebook di Aware in compagnia dello scrittore pescarese Peppe Millanta (qui la nostra intervista), autore di Vinpeel degli orizzonti e La rotta delle nuvole – Piccole bussole per sognatori testardi. Troviamo i suoi romanzi nella tua libreria? Una domanda che avresti voluto fargli e non hai mai avuto l’occasione?

Certo, trovi entrambi i suoi libri, Peppe Millanta è fra i best seller della libreria “Il Libraio di Notte”, qui ha venduto molte più copie di Elena Ferrante! Sulla domanda da fargli… «Caro Peppe, in quarantena ti sei sentito un po’ a Dinterbild?».

Appuntamento con Il Libraio di Notte questa sera alle ore 21.15 sulla pagina Facebook Aware – Bellezza Resistente.

Paolo Fiorucci - Il Libraio di Notte intervista

Paolo Fiorucci, Il Libraio di Notte

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