Cultura dello stupro online: il caso di Rimini

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Cultura dello stupro online: il caso di Rimini

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Cultura dello stupro online e l’articolo di Rimini Today

Mi sono sempre definita una ragazza libera, indipendente, forte. Sono nata e cresciuta in Romagna, dove ho trascorso la mia adolescenza tra spiagge, colline, bar e discoteche. Ho iniziato ad uscire la notte a 14 anni. Presto sono arrivate anche le classiche esperienze adolescenziali: le prime cotte, la prima vera sbronza, le serate passate sul lungomare a ridere e a vedere l’alba con gli amici.

Ora questa stessa terra, che mi ha cresciuta e resa la donna che sono oggi, mi nausea. Mi nausea perché qualche giorno fa due adolescenti sono state stuprate da un loro conoscente coetaneo. La loro colpa secondo l’opinione dei riminesi? essere ubriache e fuori casa di notte. Ma da quando essere fuori casa e/o ubriache è una giustificazione allo stupro o una dichiarazione d’intenti al consenso?

Un articolo in particolare mi ha colpita. Si tratta di quello di Rimini today, sito di informazione online seguito in prevalenza da riminesi, appunto.

Cultura dello stupro

Già dal titolo si percepisce quella che è la cultura dello stupro. Un buon titolista, con rispetto e dignità, avrebbe intitolato l’articolo “Stupro in spiaggia: ragazzo stupra due coetanee”. Invece no. Abbiamo subito un’apertura con “Ubriache fradicie al party”, come se l’ubriachezza serva a giustificare l’atto. La cosa più brutta però è come lo stupratore sia stato definito “amichetto”. Davvero? un vezzeggiativo per descrivere uno stupratore? Ma l’articolo continua.

Addirittura il “giornalista” ha ritenuto opportuno scrivere, nell’articolo, che una delle due ragazze si era allontanata con il ragazzo e “anche l’altra minorenne, pare invaghita del giovane, li ha a sua volta seguiti”. Per molti questa frase è stata appiglio per definire le due ragazze come consenzienti in quanto sarebbero state invaghite del giovane in questione. Ma da quando una cotta per un ragazzo è una giustificazione, un invito, allo stupro? Le ragazze sono state ritrovate mentre piangevano, e in ospedale è stato verificato che entrambe erano sporche di sangue nelle parti intime. Come si può giustificare uno stupro così palese ed indifendibile?

Mille volte ho sorseggiato un drink in spiaggia, ho parlato con ragazzi di cui ero “invaghita” e con loro ho passeggiato o guardato le stelle. A volte anche essendo ubriaca. Ma mai ciò sarebbe stato una giustificazione allo stupro. Mai mi sarei colpevolizzata per aver voluto essere libera, serena, spensierata, semplicemente adolescente. Ma molti non la pensano come me. Infatti ciò che mi ha più delusa non è tanto l’articolo in sé, evidentemente scritto da una penna ben poco arguta. Ma i commenti.

Infatti è proprio in essi che si sfoga maggiormente la mentalità delle persone e la cultura dello stupro online. Ne trascrivo alcuni, lasciando anonimi gli scrittori e, mi spiace scriverlo, anche scrittrici. Non tanto per proteggerli da eventuali insulti, che penso meriterebbero. Ma in quanto sono una persona di integrità. E li analizzerò e contesterò. Per mostrare come la bestia della cultura dello stupro sia infida e passi ogni giorno tramite l’informazione, il chiacchericcio, l’educazione impartita ai figli, la concezione della donna e della sua libertà.

 

I commenti 

“[…] Nessuno però si sta chiedendo cosa però ci facevano 2 15enni ubriache da sole di notte in spiaggia ad una festa? Personalmente qui non si tratta del ragazzo che ne approfitta o meno si tratta che a 15 anni non ti ubriachi a merda a una festa e poi piangi

Per quale a me sconosciuto motivo due ragazze non possono alzare un po’ il gomito ad una festa in spiaggia tra amici? e mi preme di sottolineare tra amici, perchè lo stupratore è un loro conoscente. Noi donne non abbiamo il diritto di essere libere e spensierate come un uomo? E il 16enne? lui non doveva starsene a casa a fare la maglia? Lui può uscire, stuprare. Mentre due ragazze vengono stuprate e non hanno neanche il diritto di piangere.

È una brutta storia per tutte e tre le famiglie! Ma può essere che tutti in preda all’alcool inizialmente erano tutti consenzienti, è molto dopo si sono resi conto di quello che è successo!”

Ah sì. Il famoso sesso consenziente da ubriachi. Per legge se una persona non è in grado di intendere e di volere, come durante una sbronza pesante, e qualcuno intrattiene dei rapporti sessuali con essa allora è definibile stupro. Infatti chi non ha il controllo di sé e delle sue azioni come può dare il consenso ad un rapporto sessuale oltretutto violento? La verità è che il consenso qui è completamente assente dal principio. Se poi includiamo le lacrime e il sangue delle ragazze diventa palese.

“Al mare vedi bambine che già a 14 anni: perizoma, sigarette, parolecce, alcohol, discoteca. Quando i genitori capiranno che il sacrificio non è dargli e concedergli tutto ma passare del tempo di qualità con i propri figli, educarli, trasmettergli valori, queste cose si ridurranno drasticamente

Quindi il problema anche qui non è lo stupratore ma le ragazze. Le ragazze non dovrebbero bere, fumare, andare a ballare o scegliere liberamente il proprio bikini. Solo così si ridurranno gli stupri giusto? E se invece si desse la colpa a chi ne effettivamente ne ha? ossia al 16enne che ha approfittato di due sue amiche ubriache per stuprarle? Essere un 16enne stupratore ora è meno grave di essere una 15enne ubriaca?

“Sicuramente! ma fa ridere il fatto che lui è indagato per violenza e loro, a 15 anni piegate dall’alcool, a casa tranquille…”

E cosa dovrebbe succedere esattamente? dovrebbero essere indagate per cosa? per aver osato bere? per essere uscite di notte? Non saprei.

“[…] due ragazzine di 15 anni dovrebbero stare a casa a giocare ancora con le bambole, non in giro di notte vestite in un certo modo e ubriache marce !!!!!!!”

Ah, le famose 15enni che giocano con le bambole. La signora è dimentica che nei decenni passati già a 14 anni molte donne diventavano mogli e madri. E ora le 15enni devono stare a casa a giocare con le bambole e non uscire come tutti gli adolescenti. E ovviamente ci si riferisce alle ragazze. Perché non dite che i ragazzi 16enni dovrebbero stare a casa a giocare al nintendo? Chissà, sarà forse la cultura dello stupro. E ancora la storia dell’abbigliamento, quando è stato dimostrato mille volte che l’abbigliamento non è assolutamente causa scatenante di uno stupro.

“Ma i genitori dove sono che fanno uscire ste ragazze a 15 anni??”

Non sapevo che essere una donna 15enne sia diventato oggi l’equivalente di essere una suora di clausura. Anche le ragazze hanno diritto di uscire e divertirsi come i coetanei maschi. Se così non è tanto vale crescerci con un guinzaglio al collo. Senza libertà e dignità. Non siamo noi a dover vivere nella paura di uno stupro, ma gli uomini a smettere di stuprare.

“Quindi due quindicenni piegate dall’alcool si fanno un ragazzo e lui viene indagato per violenza sessuale

Quindi un 16enne stupra due ragazzine incapaci di intendere e di volere e viene indagato per violenza sessuale? certo. Essere sbronzi non significa essere consenzienti ma esattamente il contrario.

“[…] tu ti ubriachi, ti “fai” uno e la colpa è la sua?! Se non sai tenere le gambe chiuse e poi ti penti, sono affari tuoi

Beh perché due ragazze così ubriache da stare a fatica in piedi hanno la forza di tenere le gambe chiuse o di capire veramente cosa sta accadendo. Riformuliamo. Un ragazzino stupra due ragazze semi incoscienti e la colpa non sarebbe sua?! se non sai tenere il cazzo nei pantaloni e poi ti penti, sono affari tuoi.

La stessa storia è stata riproposta sul Resto del Carlino, che ha ribadito l’infatuazione delle due ragazze per il 16enne ben due volte nell’articolo. I commentatori anche qui non si sono trattenuti riproponendo approcci tipici della cultura dello stupro.

“C’è scritto che a entrambe piaceva quel ragazzo!! Nn c’è altro da dire!! Secondo me, si sono divertite, e nn ricordando nulla ci è andato di mezzo purtroppo lui!!!”

Ah quindi se mi piace un mio coetaneo è autorizzato a stuprarmi. Buono a sapersi. La donna e la sua dignità non valgono nulla. Siamo solo oggetti. E poi con le lacrime agli occhi e il sangue nella biancheria si sono divertite sicuramente, e lui poverino purtroppo è finito nei guai. Che vergogna.

“Da come sono scritte le cose, io ci vedo solo un 16enne bomber

Bomber. Ora un ragazzo che stupra due 16enni prossime al coma etilico è un bomber. Ma la dignita maschile dov’è finita? ma che razza di vanto è stuprare due ragazze incoscienti? Ho perso le parole.

“Purtroppo una volta una mamma mi ha detto i genitori escono loro e si ritirano all’alba e le bambine di 12 anni hanno le chiavi di casa, ma di che parliamo mazzate prima alle mamme e dopo alle figlie

Combo doppio sessismo. Non solo anche qui la colpa è delle ragazze che dovrebbero vivere in clausura e lo stupratore non viene nemmeno menzionato. La colpa di ciò è solo delle madri che andrebbero mazzate. Perché si sa, i padri non esistono nell’educazione dei figli.

 

Come si ferma questo fenomeno?

Questa è la grande domanda che mi pongo. Come si può eradicare una cultura millenaria? Come si può cambiare la mente di cittadini forgiata su pregiudizi, ingiustizie, ignoranza? Non saprei rispondere. Ogni volta che cerco di combattere questi commentatori è come se decidessero volutamente di ignorarmi. Come dice il detto, è come giocare a scacchi con un piccione: puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.

Tutto parte dall’educazione che si riceve in famiglia, società, scuola. Ma tutte e tre queste istituzioni non fanno nulla per fermare la cultura dello stupro e il sessismo, anzi spesso le promulgano anche se in modo subdolo e non sempre evidente. L’unica forma di combattimento che riesco veramente ad attuare è su me stessa. Ho smesso di evitare certi posti e zone perché altrimenti “me la cerco”, ho smesso di farmi problemi per il mio abbigliamento, di stare in silenzio se qualche uomo si arroga il diritto di commentare i miei abiti o il mio corpo. Ho smesso di girare con le chiavi in mano nel caso venissi attaccata per avere un’arma e di darmi orari basati sulla mia ipotetica incolumità.

Sono semplicemente libera. E se dovesse succedermi qualcosa saprei che è stato per essere libera, per un mio innegabile diritto. Perché la vita non è vita se non si è liberi. E io non vivo più per gli altri ma per me stessa. E quindi, cari stupratori, fischiatori, bigotti, sessisti, dal profondo del cuore: andate a farvi fottere. Non ho più la vostra catena al collo. E non l’avrò mai più.

Illustrazione di @ambivalentlyyours

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