Di ritorni e piccole utopie: il Congo di Elena e Guglielmo

Elena e Guglielmo stanno per rituffarsi nelle attività di AMKA in Congo per seguire i progetti di empowerment nel territorio rurale.
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Elena e Guglielmo sono stati volontarə per l’associazione AMKA in Congo da settembre ’20 sino a marzo ’21. Dopo due mesi trascorsi in Italia, hanno deciso di rituffarsi nel mare della quotidianità congolese per seguire i progetti di empowerment rivolti alle generazioni più giovani dell’area. Nell’articolo Guglielmo ci racconta cosa c’è dietro a questa scelta fatta di sogno e impegno.

Allontanarsi dalla terra rossa congolese è un po’ come uscire dall’acqua gelida dopo aver fatto un bagno nel mare di marzo.

Il venticello di inizio primavera arriccia la pelle fino a farla diventare una tovaglia liscia piena di brividi. Il freddo intenso delle onde salate lascia sussultare la pelle mentre le ultime gocce evaporano piano. Poi però, una volta asciutto e fresco dentro all’asciugamano caldo, comincia a fare capolino una strana sensazione di nostalgia, qualcosa di inspiegabile e viscerale. Il corpo avverte una sorta di richiamo biologico verso quel mare così gelido e pungente ed eppure capace di far sentire tanto vivi e presenti.

È stato così lasciare il Congo dopo sei mesi in missione sul campo tra i villaggi dell’area di Mabaya. La complessità, le difficoltà quotidiane, l’intreccio di realtà distanti ha segnato così a fondo ogni centimetro di pelle da renderne indelebile il timbro di legame.

I flutti surreali della quotidianità locale hanno preso a schiaffi la calma placida delle certezze accumulate negli anni fino a demolirle in un abbraccio di colori e domande sospese. Usciti da questo mare, al primo piacere calmo del ritorno al comfort, si è presto sostituito un sentimento profondo di nostalgia irrequieta, nitida; un richiamo epidermico verso quei luoghi fatti di vita alla rinfusa e necessità, appena lasciati alle spalle.

“Ndjo vile”, è così.

Videochiamata internazionale tra i bambini e le bambine di Kanyaka e la mamma di Guglielmo, dicembre 2020.
Videochiamata internazionale tra i bambini e le bambine di Kanyaka e il papà di Guglielmo, dicembre 2020.

Elena ed io siamo stati in Congo da settembre 2020 sino a marzo 2021, occupandoci di seguire sul campo i progetti di sviluppo integrato che AMKA porta avanti nell’area da più di vent’anni. Tornati in Italia, un’Italia immobile e distante dopo mesi di pandemia, abbiamo continuato a lavorare al fianco di AMKA nell’organizzazione delle attività, utilizzando i dati raccolti sul terreno come indicatori per rilanciare l’impegno dell’associazione nella zona.

Dopo due mesi in questo spicchio di mondo, il vento caldo e gelido della brousse è tornato a rintuzzare la nostra pelle ancora rossa di fango e d’accordo con l’equipe, tanto italiana quanto congolese, abbiamo scelto di tornare nel capoluogo del Katanga.

Tra meno di una settimana saremo di nuovo tra le capanne di terra ocra della campagna di Lubumbashi. Tra meno di una settimana il nostro bagno nel mare di marzo tornerà a farsi una realtà viva e presente.

Ritroveremo ancora la frenesia vibrante e lenta delle giornate congolesi, imbevuta degli sguardi pieni della speranza placida dei beneficiari dei progetti; al loro fianco, nuovi sogni a farci da bussola.

Le consapevolezze raccolte durante l’ultima missione sicuramente ci hanno formato nella costruzione di un approccio orientato alla mediazione e all’ascolto attivo. In questo nuovo capitolo potremo fare tesoro di questi insegnamenti per creare sinergie ancora più profonde con le comunità locali, tentando di stringere legami di cooperazione capaci di rendere sostenibili le operazioni di ogni iniziativa.

Impegneremo i nostri sforzi in un ambizioso progetto di empowerment rivolto in particolare alle generazioni più giovani. Operando nel solco dell’attività pluridecennale di AMKA, focalizzeremo la nostra attività nei settori dell’educazione, della salute e della sicurezza alimentare con la finalità di contribuire alla costruzione di strumenti sociali necessari per garantire ai bambini e agli adolescenti dell’area di Mabaya il diritto a vivere una vita dignitosa e autonoma.

Per fare questo cercheremo di rinforzare le strutture sanitarie e formative gestite dall’associazione nei villaggi di Kanyaka e Mose, lavorando al fianco dell’equipe locale per studiare nuove strade attraverso cui stimolare una concreta emancipazione delle comunità più giovani. In parallelo, tenteremo di rendere il progetto di micro-credito uno strumento diffuso in tutta l’area, così da garantire sostenibilità ed efficacia alle campagne di sostegno nutrizionale e sanitario che risentono maggiormente della fragilità economica della regione.

Durante il periodo di permanenza saremo affiancati da uno splendido gruppo di volontari e volontarie che a turno metteranno a disposizione la propria professionalità e dedizione per contribuire in prima linea alla crescita dell’impatto positivo di AMKA in Congo.

In particolare, Dolores, infermiera e nutrizionista, seguirà le attività sul campo in ambito nutrizionale da giugno sino a dicembre, offrendo alle donne ed ai bambini locali un bagaglio di competenze cruciale all’interno di un tessuto sociale così fragile.

Saranno mesi intensi, complessi, delicati. Aver vissuto il contesto congolese mentre il mondo era sottosopra a causa della pandemia ci ha permesso di vedere le conseguenze violente di un sistema economico tirato allo stremo. Tornare in questo periodo sarà l’opportunità per partecipare in prima persona ad un processo di ricostruzione sociale divenuto vitale dopo decenni di guerre e sfruttamento.

Farlo insieme a tanti volontari e volontarie renderà questa esperienza ancora più intensa e viva.

Non vediamo l’ora di assaporare ancora addosso il brivido pungente e salato del mare congolese, sporco e limpido di terra rossa e sogni.

Twende!

Non perderti nemmeno una briciola di bellezza resistente.