Gli stereotipi di genere danneggiano la salute mentale dei giovani: il report dal Regno Unito

Stereotipi di genere

Gli stereotipi di genere danneggiano la salute mentale dei giovani: il report dal Regno Unito

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La Fawcett Society, ente che si occupa di lotta alla disparità di genere, chiede al governo di combattere gli stereotipi nell’istruzione e nella pubblicità.

Gli stereotipi di genere “dannosi” contribuiscono ad alimentare la crisi di salute mentale che colpisce le generazioni più giovani nel Regno Unito. È quanto afferma un importante report, da cui si evince come questi siano alla base di problemi legati alla percezione del corpo e ai disordini alimentari, nonché alle elevatissime percentuali di suicidio tra gli uomini e alla violenza contro donne e ragazze.

Inoltre, il pensiero stereotipato “limita in maniera significativa” le scelte di carriera dei più giovani, foraggiando il divario retributivo di genere, come dimostrano le evidenze riportate da un’autorevole commissione istituita dalla Fawcett Society, uno dei principali enti di beneficenza nell’ambito dell’uguaglianza di genere.

Mettendo in guardia sul fatto che la stereotipizzazione sia presente all’interno della famiglia, nell’istruzione e nel settore commerciale – in particolare giochi, libri e moda – la commissione invita il governo a “prendere provvedimenti significativi” per supportare al meglio insegnanti e genitori e per contrastare la semplicistica pratica di etichettatura “blu o rosa” del settore commerciale e aziendale.

La commissione invita il Ministero dell’Istruzione a rendere la sfida agli stereotipi di genere una priorità lungo tutto il percorso di insegnanti, educatori/trici e assistenti all’infanzia: dalla formazione iniziale, al curriculum, fino al sistema di ispezione. Inoltre, chiede alle aziende di giocattoli di non proporre categorizzazioni separate per genere nelle loro pubblicità e nel design di prodotti, invitando i designer a non inserire immagini e slogan stereotipati sull’abbigliamento. In ultimo, promuove una migliore rappresentazione dei personaggi femminili nei libri, nella TV e nei contenuti online.

Sam Smithers, amministratore delegato della Fawcett Society, ha dichiarato: “La stereotipizzazione di genere è ovunque nella nostra società e ha effetti seri e dannosi a lungo termine; è questo è chiaro messaggio che emerge dalla ricerca effettuata dalla commissione. Dalla tipica mentalità “si sa, i maschi son pur sempre maschi” in scuole e asili, alle credenze per cui esistano lavori “da maschi” e “da femmine” presenti in diverse famiglie, questi stereotipi sono profondamente radicati e i loro effetti durano una vita. Dobbiamo porre fine al processo di “principessificazione” delle ragazze a quello di tossificazione dei ragazzi.

Il report rappresenta il culmine di un processo di ricerca e raccolta dati durato 18 mesi, co-condotto dalla Dott.ssa Becky Francis, ora amministratrice delegata della Education Endowment Foundation, e dal parlamentare del partito laburista David Lammy, precedentemente co-presidente del gruppo parlamentare interpartitico sulla paternità.

L’indagine ha riunito un ampio numero di enti: il gruppo di genitori online Mumsnet, il National Childbirth Trust, la National Education Union, il gruppo della campagna Let Toys Be Toys, la Usborne Books e la casa editrice Pearson.

All’interno delle famiglie, la maggior parte dei genitori riconosce l’esistenza di un problema che riguarda i ruoli e la stereotipizzazione di genere: il 75% afferma che le persone trattano i ragazzi e le ragazze in modo differente fin dalla primissima infanzia. Sono inoltre sette volte più propensi a immaginare i loro figli lavorare nel settore delle costruzioni e quasi tre volte più propensi a immaginare le loro figlie come infermiere o impegnate in settori infermieristici o di cura.

Quando si è chiesto a maestri/e d’asilo, educatori/rici e personale delle scuole materne se avessero mai visto o sentito perpetuare stereotipi di genere, più della metà ha risposto che, di fronte a comportamenti scorretti di bambini e ragazzi, “spesso” o “alcune volte” hanno assistito a frasi come “si sa, i maschi pur sempre maschi”.

Kevin Courtney, segretario generale della National Education Union, ha dichiarato: “Come Paese, non stiamo facendo progressi abbastanza rapidi per quanto riguarda la parità di genere. Questioni come la scelta del percorso formativo e il divario retributivo di genere derivano tutte dagli stereotipi di genere. La NEU accoglie positivamente l’apertura di un dibattito sulle pratiche curricolari che potrebbero aiutare gli/le insegnanti a sfidare gli stereotipi di genere.

Nella settore commerciale, un’indagine su 141 negozi del centro e 44 negozi online ha rilevato che abbigliamento e articoli di cartoleria per bambinə sono spesso venduti con una esplicita suddivisione, e che i giocattoli vengono esposti usando il blu e il rosa come categorie identificative. Tuttavia, due terzi dei genitori affermano che vorrebbero vedere le aziende pubblicizzare articoli per ragazzi e per ragazze allo stesso modo.

Nel clima prenatalizio, in cui ha inizio la corsa all’acquisto – altamente redditizia – di giochi e regali, il report identifica un precedente significativo in Francia. L’anno scorso, il governo francese, insieme a fabbricanti e rivenditori di giocattoli, ha elaborato un documento per contrastare i messaggi e le narrative subdole che allontanano le ragazze da materie e percorsi di formazione come ingegneria e programmazione informatica.

 

Articolo originale qui: https://www.theguardian.com/society/2020/dec/15/gender-stereotyping-is-harming-young-peoples-mental-health-finds-uk-report?CMP=fb_gu&utm_medium=Social&utm_source=Facebook#Echobox=1608016177

Traduzione di: Desirée Memme e Vincenzo Streppone

 

Per approfondire la tematica, consigliamo la visione del video “Pink or Blue”:

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